Ludovica Abete, classe ’97, viene da Napoli. E’ al suo primo anno di calcio, dopo aver praticato per un anno danza, per un anno nuoto e per due anni pallavolo, ma la sua vera passione è sempre stato il calcio. Molto intelligente nei momenti per gli off-side e nelle diagonali, è un difensore alle prime armi, ma con i suoi regolari allenamenti e con la sua voglia di lavorare, crescerà sicuramente tantissimo.
Ludovica, come è nata questa voglia di giocare a calcio?
Giocavo già da piccola con i miei amici nel parco. Ho sempre sognato di poter giocare in una squadra vera e propria, ma mia madre non è stata subito d’accordo: pensava fosse uno sport maschile, e forse un po’ lo pensa ancora. Con l’aiuto di mio padre però l’ho convinta a farmi giocare, non subito, ma ci siamo riusciti.
Intanto hai praticato altri sport?
Si, diciamo che è stato difficile trovare lo sport che mi facesse divertire ed emozionare allo stesso tempo, infatti ho ballato per un anno, nuotato per un altro, ed ho giocato per due anni a pallavolo, che tra tutti gli sport praticati è quello che mi faceva sentire di più a mio agio.
Chi è il tuo idolo?
Senza dubbio il Pocho Lavezzi. E’ un calciatore straordinario e un ragazzo dal cuore d’oro anche al di fuori del campo. E’ il mio esempio da seguire.
La tua emozione più grande provata fino ad ora?
Il mio esordio in campionato, senza tralasciare il nostro primo gol in campionato. Anche in allenamento spesso vivo dei bei momenti, ma non sono paragonabili a tutto quel che vivo in campo.
Roberta Ciardiello




























